
Se questo blog ha preso vita è sicuramente il risultato di un forte attaccamento per Venezia nato proprio qui a Palazzo Ducale: è difficile trovare un termine per descrivere quello che ho provato nella mia prima visita qualche anno fa.
Palazzo Ducale è un ambiente magico, affascinante e misterioso, carico di vita e di racconti: le storie delle persone che hanno vissuto al suo interno riecheggiano attraverso l’arte e le magnifiche opere che lo riempiono.
È uno splendido tuffo tra la storia, la mitologia, le battaglie ed i più celebri personaggi dai grandi Dogi al Barbarossa, dal figlio di Carlo Magno, Pipino, al Casanova ed ai protagonisti delle crociate su Costantinopoli.
È una dimora per Venezia che va preservata e rispettata, e va promossa con devozione in tutte le possibili forme.
IL “CASTELLUM”

Il palazzo dei dogi nasce come un vero e proprio castello fortificato: costruito nell’812 d.c. diventa la sede di governo (collocata precedentemente nella troppo esposta Malamocco) e guardiano delle rotte lagunari.
Subirà un continuo processo di cambiamento, dovuto in principio all’azione dei Longobardi e dei Franchi che attaccando la terra ferma fecero migrare molti profughi all’interno del “castellum” facendone crescere la struttura; prenderà intorno alla metà del 1300 la sua attuale forma.
Importanti incendi a palazzo e la crescita economica di Venezia, soprattutto via mare, spingono i veneziani a edificare qualcosa che meglio del castello sappia interpretare lo spirito della città: il vecchio palazzo perde il suo aspetto per lasciare spazio ad una “casa comune” diventando così: sede del governo con cappella, residenza del Doge, sede del maggior consiglio e dei Consigli minori, palazzo di giustizia, sede dei corpi di guardia con scuderie, e sede delle prigioni.
La facciata esterna in stile gotico è composta da pilastri e portico al pian terreno, un loggiato con colonne, archi intrecciati e quadrilobi al primo piano sovrastati da una grande muraglia a losanghe bianco, rosa e grigie bucata da meravigliosi finestroni gotici.
Se osservi la nona e la decima colonna del loggiato vedrai che spiccano per il marmo rosso veronese: Venezia era ammirata in tutto il mondo per il suo sistema giudiziario ma anche per i suoi metodi di tortura, che in quel tempo, suscitavano meraviglia e ribrezzo; da qui venivano infatti lette le sentenze capitali eseguite tra le colonne di San Marco e San Todaro.

