
Nel cuore del sestiere di Dorsoduro, affacciato sul Canal Grande, si trova Ca’ Rezzonico, uno dei palazzi più rappresentativi della Venezia settecentesca. Oggi sede del Museo del Settecento Veneziano, il palazzo ospita collezioni e mostre dedicate alla cultura artistica della Serenissima nel suo periodo di massimo splendore. Proprio in questi mesi il museo è teatro di un’importante esposizione: “I Guardi di Calouste Gulbenkian”, visitabile dal 7 marzo all’8 giugno 2026.

Costruito a partire dalla metà del XVII secolo su progetto dell’architetto Baldassarre Longhena, prima per volontà della famiglia Bon e successivamente da Giambattista Rezzonico che compra l’edificio e ne affida i lavori di completamento a Giorgio Massari, Ca’ Rezzonico rappresenta uno degli esempi più significativi dell’architettura barocca veneziana. Oggi il palazzo è un museo dedicato alla civiltà artistica del XVIII secolo, contornato da preziosi arredi ed opere di grandi maestri come Giambattista Tiepolo, Pietro Longhi, Rosalba Carriera, Canaletto ed arricchito grazie a questa mostra da Francesco Guardi.

Gli ambienti del palazzo, ricchi di stucchi, affreschi e suppellettili d’epoca, ricreano l’atmosfera della Venezia aristocratica del Settecento e offrono il contesto ideale per comprendere la pittura veneziana dell’epoca. In questo scenario si inserisce la mostra temporanea dedicata a uno dei suoi protagonisti più poetici: Francesco Guardi. L’esposizione “I Guardi di Calouste Gulbenkian”, curata da Alberto Craievich, riunisce a Venezia una selezione di dipinti di Francesco Guardi provenienti dal Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona. Si tratta di opere appartenenti a uno dei nuclei più prestigiosi della produzione tarda dell’artista veneziano.

I dipinti, realizzati tra il 1770 e il 1790, testimoniano la fase matura della pittura di Guardi, quando l’artista sviluppa un linguaggio personale fatto di pennellate rapide, atmosfere vibranti e prospettive più libere rispetto alla tradizione canalettiana. Le vedute non sono più semplici rappresentazioni topografiche della città, ma immagini poetiche e quasi visionarie di una Venezia sospesa tra splendore e decadenza.

Tra i soggetti rappresentati compaiono scene emblematiche della vita veneziana: feste e cerimonie pubbliche in Piazza San Marco, regate sul Canal Grande, il Bucintoro e le celebrazioni della Serenissima, ed uno straordinario progetto per il Ponte di Rialto realizzato da Andrea Palladio. La mostra non si limita a presentare dipinti provenienti da Lisbona, ma li mette in dialogo con disegni di Guardi conservati nelle collezioni civiche veneziane, in particolare nel Gabinetto dei disegni e delle stampe. Questo confronto permette di comprendere meglio il processo creativo dell’artista e il passaggio dal disegno alla pittura.


Le opere esposte furono acquistate tra il 1907 e il 1921 dal collezionista e filantropo Calouste Sarkis Gulbenkian, la cui raccolta costituisce il nucleo originario del museo di Lisbona. Il loro temporaneo ritorno a Venezia assume quindi un valore simbolico: riportare nella città che le ha ispirate alcune delle più celebri vedute del suo ultimo grande vedutista.


