
Camminando sotto la torre dell’orologio di Piazza San Marco si scorge, sopra l’arco della Calle del Cappello Nero, una curiosa immagine di un’anziana signora. La leggenda narra di una vecchietta tale Giustina Rossi che il 15 giugno 1310, attirata dal trambusto di un gruppo di uomini che si dirigeva verso Palazzo Ducale, lanciò di proposito dal suo balcone un grosso mortaio da cucina fatto in pietra: l’oggetto colpì in testa ed uccise l’alfiere che cavalcava a fianco di Baiamonte Tiepolo, un capo rivoluzionario della Repubblica di Venezia in procinto di avviare una congiura proprio contro il governo della Serenissima.

L’intento del Tiepolo e dei suoi uomini era di uccidere il Doge in carica Pietro Gradenigo rovesciando il governo: non si sarebbe mai aspettato però di incontrare sopra la sua testa “la vecia del morter” così chiamata in dialetto veneziano, che con il suo gesto eroico destabilizza l’azione dei cospiratori aiutando il governo alla loro cattura. A ricordare l’evento della donna venne scolpito da Pietro Lorandini nel 1841 questo bassorilievo che raffigura proprio la vecchietta con il mortaio in mano, e venne infissa nel pavimento una pietra con la data che indica il luogo dell’accaduto.

Il tentativo di Baiamonte Tiepolo preoccupa il governo della Serenissima tanto da far nascere uno dei suoi più temuti organi, il “Consiglio dei Dieci”: dieci uomini nominati al suo interno, con enorme libertà d’azione spesso spietata, con il compito di indagare e reprimere ogni possibile iniziativa sovversiva dentro e fuori la Repubblica.

Ben presto “i Dieci” mettono in campo le loro azioni in un altro episodio eclatante: il 17 aprile 1355 il Doge Marin Falier viene decapitato a Palazzo Ducale accusato di alto tradimento contro il governo. Nella Sala del Maggior Consiglio i Dieci decidono di collocare al posto del suo ritratto un drappo nero con la scritta “questo era il posto di ser Marin Falier decapitato per il crimine di tradimento”.

La sua storia è complessa e probabilmente vittima stessa di un complotto interno, ma come per la “vecia del morter” questi avvenimenti erano un monito per ricordare al popolo che l’individualismo a Venezia era bandito, mostrando una sorta di ossessione nel reprimere qualsiasi forma di congiura contro la Serenissima.
INFORMAZIONI UTILI
Calle del Cappello Nero – 30100 Venezia – MAPPA

