LA “TAJADA DEL RE”

Il fiume Piave all’altezza di San Donà di Piave (Ve)

L’azzurro cristallino del Piave dopo una notte di pioggia, la luce del sole che scalda e penetra le foglie dei gelsi, il rosso fuoco dei papaveri, il profumo dei fiori di acacia e sambuco: quante percezioni passeggiando sulle rive di questo fiume che riceve come non mai in questi giorni il suo giusto valore, vista l’impossibilità per me di andare a Venezia.

Ma non molto lontana dalla Serenissima è la sua storia: l’interramento della laguna, le sue erosioni, le continue inondazioni dovute al costante apporto dei fiumi destava fin dal 1300 molta preoccupazione per il governo veneziano e per le sue navi che spesso si arenavano.

Alberi di acacia lungo le sponde del Piave

Nella attuale zona di San Donà di Piave,  nel periodo tra il  1534 ed il 1543 fu realizzata ad opera della Serenissima la prima grande arginatura del Piave con la costruzione dell’argine San Marco; successivamente nel 1579 il Senato, preoccupatissimo della situazione delle esondazioni, promulgò un nuovo piano d’intervento che prevedeva la divisione del fiume in due rami, la così detta “Tajada de re”: la Piave vecchia, che costeggia la laguna e che sfocia tra Jesolo e il Cavallino viene separata dal Piave nuovo, deviato su un canale scavato per far defluire le piene verso Eraclea.

La “Tajada del re”: sulla destra il Piave vecchio sulla sinistra il Piave nuovo

Il fiume Piave non fu l’unico che subì cambiamenti di percorso: nel 1507 anche il fiume Brenta fu deviato sulla Brentanova, e poi ancora il Sile, il ramo principale del Po ed altri corsi d’acqua minori. Il Brenta in particolar modo cambiò grazie alle modifiche il suo carattere torrentizio diventando un canale fondamentale per i collegamenti tra Padova e Venezia, percorso adornato da magnifiche ville in vista dal burchiello.

Rappresentazione della laguna veneta, con in evidenza le opere idrauliche per la regolazione del Sile – 1726

Anche nel corso del 1600 e nel secolo successivo il governo della Serenissima investì molto nella tutela della laguna, variando e costruendo canali per tenere in vita la bellezza di Venezia e della sua gente. Molti uomini hanno dato la loro vita per la salvaguardia comune e passeggiando lungo le rive del Piave respiro l’importanza del loro operato, consapevole che ancora oggi dobbiamo riflettere per fare la nostra parte.

“Ora non è il momento di pensare a quello che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai.” Hemingway – Il vecchio e il mare

Pista ciclabile lungo il Piave all’altezza di San Donà di Piave (Ve)

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